Visita al vigneto Pettirosso

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Descrizione

La visita al vigneto Pettirosso, il nostro cru di nebbiolo per il vino Boca, è molto più di una semplice passeggiata: è un’immersione in un luogo unico, dove geologia, tradizione e innovazione si intrecciano in un racconto affascinante. Il suolo su cui affondano le radici delle nostre viti è un’eredità straordinaria, nata dal Supervulcano fossile della Valsesia, che milioni di anni fa ha lasciando in dono una terra ricca di minerali, ideale per la coltivazione della vite. La gestione agricola, grazie all’efficienza del metodo Grimaldi, è semplificata e ottimizzata, trasformando questa vigna in un vero e proprio laboratorio di esperienze…

La visita al vigneto Pettirosso, il nostro cru di nebbiolo per il vino Boca, è molto più di una semplice passeggiata: è un’immersione in un luogo unico, dove geologia, tradizione e innovazione si intrecciano in un racconto affascinante.
Il suolo su cui affondano le radici delle nostre viti è un’eredità straordinaria, nata dal Supervulcano fossile della Valsesia, che milioni di anni fa ha lasciando in dono una terra ricca di minerali, ideale per la coltivazione della vite.
La gestione agricola, grazie all’efficienza del metodo Grimaldi, è semplificata e ottimizzata, trasformando questa vigna in un vero e proprio laboratorio di esperienze viticole, dove passato e futuro si incontrano.
Oltrepassando i filari a guyot del nebbiolo e della vespolina, si potrà scoprire un’antica tecnica di allevamento: la Maggiorina. Tale forma d’allevamento storica, esistente da secoli in Alto Piemonte, è costituita da tre/quattro viti, sostenute da otto pali di castagno, che si sviluppano ai quattro punti cardinali. Un metodo ingegnoso, reso ancora più funzionale grazie all’intervento dell’architetto Alessandro Antonelli (sì, proprio il genio della Mole Antonelliana!), che perfezionò la campanatura dei pali di sostegno, ottenendo una struttura autoportante molto più resistente ai carichi di uva. Tradizionalmente in queste vigne venivano piantate differenti uve, soprattutto a bacca nera, di varietà autoctone. Se la completa lavorazione manuale in tutte le fasi fenologiche del vigneto, dopo gli anni cinquanta ha portato i contadini ad abbandonare questo tipo di allevamento, nel suo recupero si vuole preservare una parte significativa del patrimonio storico viticolo del nostro territorio.

 

Tempo complessivo stimato h. 1,00/ 1,30
Consigliate scarpe adeguate.