Boca doc Il Rosso delle Donne

56,0075,00

Da un terroir  caratterizzato da porfidi vulcanici, un grande vino dal carattere distintivo, di grande finezza ed eleganza, dalla mineralità e freschezza pronunciata. Un vino longevo, ottenuto dalle uve Nebbiolo 75%, Vespolina 20% e Uva Rara 5%, dal colore rubino intenso tendente al granato che al naso offre un ampio spettro di profumi: dalla speziatura al balsamico e in bocca la freschezza e la persistenza, che garantisce una beva invogliante e di facile abbinamento con il cibo.

2016
56,00
2015
64,00
2014
56,00
2012
70,00
2011
60,00
2009
65,00
2007
65,00
2006
70,00
2005
70,00
2004
75,00
Svuota
COD: N/A Categoria:

Descrizione

Boca doc «Il “Rosso delle Donne”,  è un vino, un progetto, una storia, una famiglia, un territorio “di struggente bellezza”. Inutile imbrigliarlo in qualsiasi resoconto organolettico, “non ci sono canoni o bellezze regolari”, come potrei descrivere la tridimensionalità di un vino, che a ritroso negli anni si svela nelle sue caleidoscopiche e multiformi sfaccettature, “che portano ad illuminare un fiore”?? Personalmente in ogni sorso ritrovo il vino figlio del vulcano, con i suoi nordici tratti distintivi, esile e fragile, quasi sfuggente nella sua spiccata mineralità incastonata in una struttura imponente, beccheggiante tra suggestioni agrumate e balsamiche, variabili in un percorso…

Boca doc «Il “Rosso delle Donne”,  è un vino, un progetto, una storia, una famiglia, un territorio “di struggente bellezza”. Inutile imbrigliarlo in qualsiasi resoconto organolettico, “non ci sono canoni o bellezze regolari”, come potrei descrivere la tridimensionalità di un vino, che a ritroso negli anni si svela nelle sue caleidoscopiche e multiformi sfaccettature, “che portano ad illuminare un fiore”?? Personalmente in ogni sorso ritrovo il vino figlio del vulcano, con i suoi nordici tratti distintivi, esile e fragile, quasi sfuggente nella sua spiccata mineralità incastonata in una struttura imponente, beccheggiante tra suggestioni agrumate e balsamiche, variabili in un percorso di incredibile e naturale longevità, che scalfisce il tempo e mi suscita quella stessa “rispettosa” ammirazione che provo al cospetto di una qualsiasi forma “artistica” che racchiude e racconta una STORIA . Un vino che poco ha da spartire con il termine “moderno”….

Tra tutte le parole che mi rimbalzano in testa pensando al Boca, a questo Boca, STORIA è la parola che ritorna più forte e chiara. La stessa storia, figlia di uno stretto attaccamento alla tradizione vitivinicola, che trasuda il volto della signora Conti quando mi ha accolto in cantina, mamma Mariuccia. Preziosa presenza al fianco di papà e “signore del Boca” Ermanno, uomo tenace e di “piemontese” operosità, capace di attendere anche 10 anni il suo Boca, che ha saputo superare lo sconforto di tre figlie femmine, in anni in cui, la viticoltura non era mestiere per donne. Quella stessa passione per il vino e la tradizione, quel senso di appartenenza ad una famiglia e ad un territorio che papà è riuscito a trasmettere alle sue figlie, e che oggi attraverso una viticoltura non interventista e artigianale, continuano a tramandare anno dopo anno con grande solarità e positività, caricandosi sulle spalle il peso e la responsabilità di un vino che ha fatto e continua a fare, la STORIA enologica dell’Alto Piemonte. Uno sguardo attivo sul passato per andare avanti, con spirito costruttivo e innovativo, nelle continue collaborazioni artistiche e culturali,  che creano sinergie e coinvolgono gli appassionati, un traino alla rinascita di un’area vitivinicola di grande vocazione, che ha rischiato di scomparire, e che oggi grazie anche a realtà come questa, sembra ritrovare nuova linfa.

Il fascino di un territorio ancora poco conosciuto ai più, il piccolo vigneto, l’esigua quantità di bottiglie prodotte e mediaticamente meno decantate rispetto ad altre espressioni piemontesi, la possibilità di stappare ancora vecchie “splendide” annate, ne fanno un vino dallo spirito “indie”, un vino non sempre facile da trovare, una perla rara da custodire e coccolare. Un vino culto che ha scritto la STORIA.»  Simone Ferro @Simo diVino

L’etichetta è un disegno di Oreste Sabadin, sintesi dell’anima femminile, flessuosa, calda e
vibrante come il colore rosso. Colore che è vino, è passione e creatività. È simbolo del fuoco che arde nelle terre del vecchio vulcano fossile ma anche nei nostri cuori appassionati.

Potenziale di maturazione: 5-50 anni

Produzione media: 3000 bottiglie

Grado alcolico: dai 12% ai 14%

Vinificazione
Raccolta in ottobre. Fermentazione e macerazione sulle bucce per un mese in tini aperti con un
rimontaggio al giorno. Dopo la pressatura, permanenza in botti di legno per almeno tre anni. A fine estate, imbottigliamento e affinamento in bottiglia per almeno un anno.

Varietà delle uve: Nebbiolo 75%, Vespolina 20%, Uva rara 5%

Età media delle viti: 40 anni

Vigneto: Maggiora (Novara), vigneti Motto Grande e Cappelle – 0,6 e 0,2 ettari – Altitudine 470 e 420 mslm – Esposizione sud-est

Potatura e resa media per pianta: Potatura a guyot. Resa media per pianta: 1–1,3 kg

Densità d’impianto: 4.400 piante/ettaro

Suolo e sottosuolo: Porfido di origine vulcanica.

Lieviti: autoctoni
Non vengono aggiunti enzimi, chiarificanti, stabilizzanti e nessun correttore d’acidità

Macerazione: 30 giorni in tini aperti, con un rimontaggio al giorno

Affinamento: legno

Notizie sul disciplinare: il Boca, DOC storica istituita nel 1969, è un vino nobile di antiche tradizioni delle Colline Novaresi. Nasce dalla mescolanza di tre tipi di uva. Con il nuovo disciplinare, approvato nel 2010, le percentuali di Nebbiolo possono variare dal 70% fino al 90% e la Vespolina e l’Uva rara (Bonarda novarese), da sole o congiuntamente, dal 10% fino al 30%. L’altitudine dei vigneti deve essere compresa tra i 300 e i 500 metri s.l.m.

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