Descrizione
«… Personalmente in ogni sorso ritrovo il vino figlio del vulcano, con i suoi nordici tratti distintivi, esile e fragile, quasi sfuggente nella sua spiccata mineralità incastonata in una struttura imponente, beccheggiante tra suggestioni agrumate e balsamiche, variabili in un percorso di incredibile e naturale longevità, che scalfisce il tempo e mi suscita quella stessa “rispettosa” ammirazione che provo al cospetto di una qualsiasi forma “artistica” che racchiude e racconta una STORIA . Un vino che poco ha da spartire con il termine “moderno”….
Tra tutte le parole che mi rimbalzano in testa pensando al Boca, a questo Boca, STORIA è la parola che ritorna più forte e chiara. La stessa storia, figlia di uno stretto attaccamento alla tradizione vitivinicola, che trasuda il volto della signora Conti quando mi ha accolto in cantina, mamma Mariuccia. Preziosa presenza al fianco di papà e “signore del Boca” Ermanno, uomo tenace e di “piemontese” operosità, capace di attendere anche 10 anni il suo Boca, che ha saputo superare lo sconforto di tre figlie femmine, in anni in cui, la viticoltura non era mestiere per donne. Quella stessa passione per il vino e la tradizione, quel senso di appartenenza ad una famiglia e ad un territorio che papà è riuscito a trasmettere alle sue figlie, e che oggi attraverso una viticoltura non interventista e artigianale, continuano a tramandare anno dopo anno con grande solarità e positività, caricandosi sulle spalle il peso e la responsabilità di un vino che ha fatto e continua a fare, la STORIA enologica dell’Alto Piemonte. Uno sguardo attivo sul passato per andare avanti, con spirito costruttivo e innovativo, nelle continue collaborazioni artistiche e culturali, che creano sinergie e coinvolgono gli appassionati, un traino alla rinascita di un’area vitivinicola di grande vocazione, che ha rischiato di scomparire, e che oggi grazie anche a realtà come questa, sembra ritrovare nuova linfa.
Il fascino di un territorio ancora poco conosciuto ai più, il piccolo vigneto, l’esigua quantità di bottiglie prodotte e mediaticamente meno decantate rispetto ad altre espressioni piemontesi, la possibilità di stappare ancora vecchie “splendide” annate, ne fanno un vino dallo spirito “indie”, un vino non sempre facile da trovare, una perla rara da custodire e coccolare. Un vino culto che ha scritto la STORIA.» Simone Ferro @Simo diVino
Vinificazione
Raccolta in ottobre. Fermentazione e macerazione sulle bucce per circa un mese in tini aperti con un
rimontaggio al giorno. Dopo la pressatura, permanenza in botti di legno per circa tre anni. A fine estate, imbottigliamento e affinamento in bottiglia per quasi un anno.
Varietà delle uve: Nebbiolo circa 75%, Vespolina circa 20%, Uva rara circa 5%
Età media delle viti: 40 anni
Vigneti: i due vigneti Motto Grande e Cappelle – 0,6 e 0,2 ettari – sono situati nel comune di Maggiora ad un’altitudine che si aggira tra i 470 e 420 mslm.
Suolo e sottosuolo: Porfido di origine vulcanica.
Affinamento: Botti in legno





